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Giacomo Malfanti - La Vita

1972-1998

1972
Con la presentazione in catalogo di Dino Villani, tiene una mostra personale a Milano, città in cui ottiene anche il primo premio alla Prima collettiva a premio dei Fedeli al Figurativo.
Figura 20x30 1975 (E.R.)
1977
In occasione dei settant'anni, a Piacenza viene allestita una mostra personale antologica con oltre 100 opere a partire dal 1946. Nell'occasione, viene pubblicata una monografia a cura di Ferdinando Arisi con testi di Leonida Fietta, Dino Villani, T. Cavalli e Graziano Manni.
"Nella lunga serie di quadri si legge la coerenza stilistica di una pittura che si è approfondita senza abbandonarela tecnica originaria, che è quella di un denso impressionismo a macchia. Malfanti è soprattutto un colorista: il colore robusto fa anche da struttura fino al punto di scavalcare implicandoli gli elementi grafici. La sua tavolozza,oltre che ricchissima per la varietà delle gamme, è inconfondibileper le tonalità in genere basse,gli impasti grassi, il dinamismo degli accostamenti, la liricità degli accordi" (bag., Per il pittore Malfanti la mostra dei settant'anni, "Libertà", 30 aprile 1977).
1978
Nuova mostra personale a Parma. "Negli ultimi anni il gesto del pittore si fa più libero, il colore si accende di più sottili risonanze. L'evolversi della realtà sulla linea segreta dell'emozione conduce il pittore ad un discorso di morbida declinazione espressiva, ad una tessitura che si rifrange in visioni allusive. Le cose non si presentano più con i contorni marcati del segno scuro del disegno, ma affiorano dal tessuto di un'immagine tenera e luminosa (G. Cavazzini, Coerenza di Malfanti, "La gazzetta di Parma", 22 dicembre 1978).
1979
Partecipa a Piacenza alla prima Mostra mercato biennale a favore dell' UNICEF.
1987
Mostra personale a Piacenza con presentazione in catalogo di Mario Ghilardi che sottolinea i legami dell'artista con Cremona, dalla scuola alle Interregionali d'Arte per finire alla prima Mostra Regionale d'Arte Lombarda.
."La sua pittura ha più intuito che scuola per il semplice fatto che Malfanti is suoi colori, le sue figure, i suoi paesaggi, la sua posia interpretativa, i suoi mezzi e modi espressivi se li è trovati da solo e non li ha appresi in Istituti d'arte o in Accademie. Giacomo Malfanti ha addosso , come dono naturale, la suggestività lirica e serena, larga, silenziosa, un po' malinconica, della sua terra monticellese segnata dal 'grande fiume' (il Po può ben essere considerato come un nume tutelare della sua pittura), ha nel cuore quel vivere quieto e paesano, un po' accorato e anonimo ma vivo e fervido della sua gente. Così lo si legge, con estrema simpatia, nelle sue opere più significative" (eco, Sempre viva, serena e giovane la pittura di Giacomo Malfanti, "Libertà", 31 gennaio 1987).
1994
Presso gli Amici dell'Arte di Piacenza si tiene una mostra di opere di proprietà dell' Amministrazione provinciale di Piacenza. Malfanti è presente con due opere, una delle quali è 'Angolo del fiume Po', già presente alla mostra Il nostro Po del 1963.
1998
Il 18 maggio muore a Monticelli, nella sua abitazione in via Martiri della Libertà.
Nell'ambito di Inebriarsi III, arte in cantina, alle Cantine Bonelli di Rivergaro si tiene un 'Omaggio' al pittore, con l'esposizione di parecchie opere.

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